31/05/2017

Il maggengo

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In tutti i prati d’Italia è tempo di fieno. Nei prati stabili o medicai, come quelli di Rivalta, si stanno concludendo in questi giorni le operazioni di fienagione del primo taglio, il cosiddetto Maggengo. E’ chiamato così lo sfalcio del fieno o del foraggio che avviene nel mese di maggio. Il primo raccolto era il più redditizio, perchè apportava circa un quarto della produzione annuale di foraggio. E’ infatti il più abbondante ma il meno energetico dei successivi, composto par la maggior parte da piante graminacee e poche leguminose. Vista la poca piovosità di quest’anno, è un foraggio molto asciutto, caratteristica questa che darà luogo a un formaggio dal sapore più deciso. Una curiosità: un tempo i formaggi prendevano il nome dal tipo di foraggio utilizzato, che conferiva allo stesso aromi molto particolari. Il secondo raccolto, l’Agostano, è il migliore: più ricco di leguminose (come l’erba medica) e con meno graminacee. Il terzo e ultimo raccolto, il Terzuolo, conserva un potere energetico più diluito rispetto al precedente, dato dalla possibilità maggiore di piogge. E tutto procede secondo un ritmo stagionale che determina la diversità di un prodotto rispetto a un altro. Differente è il caso delle Marcite, prati irrigabili per tutto l’anno, che permettono quindi una produzione maggiore. Quindi a maggio si effettua già il terzo sfalcio: infatti secondo la tradizione, il primo taglio aveva luogo a fine febbraio, il secondo in aprile, il terzo a fine maggio (detto appunto Maggengo), il quarto a fine luglio (Agostano), il quinto a fine agosto (Terzuolo), il sesto all’inizio di ottobre e l’ultimo tra novembre e dicembre.