Come arrivare al Rural Festival

Ormai è tutto pronto per accogliere grandi e piccini: i banchi che ospiteranno gli oltre quaranta agricoltori e allevatori dell’Appennino Tosco-Emiliano e della Liguria con i loro prodotti sono stati posizionati, i trattori d’epoca sono schierati e scalpitano in attesa della messa in moto che libererà i loro ruggiti, l’area protetta con alberi e arbusti autoctoni, con le cultivar di vigne rare, gli olivi, i frutti antichi, le piante di canapa e il labirinto di mais antico è più che mai ricca e in ordine e gli animali domestici di antiche razze sono nello spazio ad essi dedicato. Gli ingredienti per trascorrere un paio di giornate, sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, dalle ore 10 alle ore 21, in modo spensierato e piacevole, nel segno della biodiversità ritrovata ci sono tutti. Non resta che raggiungere Rivalta e il gioco è fatto. Ecco l’indirizzo completo e le istruzioni di viaggio: Rural Festival Emilia Agricola Rosa dell’Angelo Via Torchio, 20 Lesignano de’ Bagni – Parma https://goo.gl/maps/PEbZJdmJv1excVZW7 Come arrivare: In aereo: aeroporto Giuseppe Verdi di Parma In treno: la stazione di riferimento è quella di Parma (distante 22 km circa) servita dalla linea ferroviaria Milano – Bologna (linea principale). Si prosegue per […]

Vieni a scoprire il Parco Rural di biodiversità agricola

Il Parco Rural di Biodiversità Agricola a Lesignano de’ Bagni Parma è un’occasione unica per vivere appieno l’esperienza “Rural” dal vivo, incontrando e imparando a conoscere da vicino: la biodiversità, i protagonisti e i luoghi di un universo tutto da scoprire. Nasce per tutelare piante e animali un tempo presenti sul nostro territorio. Un’area questa, insieme a quella di tutto l’Appennino Tosco-Emiliano, che ha recentemente ottenuto la certificazione a riserva di Biosfera Unesco (MAB, Man and Biosphere) e che ospita varietà vegetali e antiche razze animali a rischio di estinzione. Il parco Rural custodisce alberi e arbusti come il carpino bianco, l’ontano nero, il prugnolo selvatico, il ligustro comune e ancora, il cotogno, l’oliveto spinoso, il corniolo, il sambuco, la fusaggine (Berretta del prete), passando per la rosa canina, il viburno, il nocciolo, l’acero riccio, il frassino, il noce, il cerro, il mandorlo, l’olmo, il sorbo, l’ornello e infine il carpino nero, l’acero campestre, il pioppo nero, il gelso nero e bianco, il salice bianco. L’area dedicata al recupero di varietà antiche comprende anche filari di viti come uve Lambrusco, Fortana, Termarina Rossa e Bianca, Moscato, Trebbiano, Malvasia Odorosissima, Santa Maria, Melara, Verdea, Tonda di San Secondo, Bergano Bianco, Bianchetta, […]