10/03/2017

Le asprelle selvatiche

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Nei prati stabili, incolti, o di erba medica molto vecchi, crescono erbe spontanee commestibili. Nell’ Appennino Tosco-Emiliano sono un esempio le Asprelle che si raccolgono in primavera e si consumano preferibilmente cotte. La tradizione popolare racconta che questa usanza veniva tramandata di madre in figlia: questo ortaggio infatti veniva raccolto dalle donne, che sapevano distinguere questa specie tra le tante non commestibili. “Il nome Asprella – specifica Mauro Carboni, esperto di biodiversità agricola vegetale – sembra indicare solo il genere “Crepis”. In realtà con questo termine sono comprese diverse specie molto simili tra loro come la cicoria e il tarassaco (o “pitaciò”), anche se quest’ultimo veniva escluso dalle nostre nonne perché meno tenero, anche se comunque commestibile.”