03/08/2016

GIUSEPPE BORGHI

ASINO ROMAGNOLO

Nel paesaggio matildico di Reggio Emilia, l’azienda è conosciuta per l’asino, un tempo impiegato per lavoro, oggi apprezzato per il latte fresco.
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Un sogno diventato realtà quello di Giuseppe Borghi, allevatore di asini a Salvarano, a mezz’ora da Reggio Emilia. È riuscito a creare il più popoloso allevamento di asini d’Europa – e forse del mondo. Ne ha 800, di razze diverse, e ciascuno ha un nome proprio. Un allevamento grande ma non intensivo: gli animali sono liberi di pascolare nel verde, alimentandosi con foraggi di erba medica, fiocchi d’orzo e avena biologici. Tra tutte le razze spicca l’asino Romagnolo, una specie autoctona dell’Emilia Romagna, dal mantello grigio, caratterizzato, all’altezza del collo, dalla “croce asinina” (segno della benedizione del Signore, si dice). Da lì è nato un impegno per la vita in difesa di questa razza. <<Tutti gli asini, oltre a produrre un latte preziosissimo e curativo  (il più simile al latte umano) sia per i bambini sia per gli intolleranti al latte vaccino e per le persone debilitate – confida  Borghi – , sono animali umili, dolcissimi e intelligenti. Il loro latte è molto bianco, dolce e assai digeribile>>. In tempi recenti è stato usato contro la pertosse dei bambini (la cosiddetta “tosse asinina”). Negli anni Novanta il sogno dell’infanzia – i genitori mezzadri usavano gli asini per il lavoro – divenne realtà: <<Tutto è iniziato da un documentario in cui si affermava che l’asino non serviva più come animale da lavoro. Un giorno di tanti anni fa venni a sapere che era in arrivo dalla Spagna un carico di 52 asini; ne volevo acquistare cinque. Ma mi fu proposto un buon prezzo; li caricai tutti e li portai a casa. Ho avuto la mia rivincita e mio figlio Davide ha ripreso la mia passione>>. Da un sogno infantile è nata un’azienda matura, impegnata nel recupero di una specie che può avere tante altre funzioni oltre a quella di trasportare cibo e merci.