29/06/2017

Giugno: tempo di transumanza

Ogni anno nel mese di giugno si assiste a un rituale antico e immutato nel tempo, che conserva oggi come ieri un fascino speciale. I greggi in questo periodo risalgono verso i pascoli alti, dopo mesi trascorsi in quelli più accessibili e riparati, adatti alla stagione fredda. Si tratta della transumanza, ovvero la migrazione stagionale deI greggi e delle mandrie che, accompagnate dai pastori, raggiungono le zone montane durante il periodo estivo e viceversa verso la pianura, durante l’autunno. La parola transumanza deriva dal verbo transumare (attraversare) ed evoca quindi un’azione, un muovere stagionalmente le greggi per cercare nuovi pascoli e climi idonei alla pastorizia, un posto migliore per sopravvivere. L’itinerario intrapreso porta verso alpeggi e valli dove l’erba può nutrire al meglio il gregge fino a metà settembre quando poi avviene l’esodo in senso inverso. La pecora in particolare non sopporta il troppo caldo né il troppo freddo e per questo viene accompagnata di pascolo in pascolo a seconda della stagione. Oggi questo fenomeno è diventato molto raro: avviene in limitate zone italiane, in particolare alcune località alpine e appenniniche. Quello del pastore è uno dei mestieri più antichi del mondo. Ed Ettore Rio è un pastore come ormai se ne trovano pochi: appassionato, allevatore “custode” della pecora Cornigliese , razza rustica che vive allo stato brado, fino a qualche anno fa a rischio estinzione. Durante l’estate Rio raggiunge i pascoli più alti della provincia parmense (Monchio, Schia, Lagrimone) risalendo le colline dalla pianura. “Il mio gregge è transumante, non è mai in stalla –spiega Rio –: durante l’estate ci spostiamo sui monti, per poi scendere vicino alla città in autunno. Quando ci muoviamo carichiamo gli agnellini in sacche trasportate dagli asini e quando arriviamo nei campi li mettiamo vicino alle loro mamme per prendere il latte”. Un mestiere duro e affascinante al tempo stesso. “Quando scendo dai pascoli spostandomi da un luogo all’altro – prosegue Rio – attorno a me si raccolgono bambini che si fermano, vogliono capire come faccio a fare questo mestiere, vogliono sapere, conoscere il mio mondo”. La sua carne, di alta qualità (ottima fonte proteica), è saporita ma delicata. Ed è sicura: basti pensare che le pecore si cibano solo di erba.