Famiglia Longini
legumi toscani
antiche varietà
Famiglia Longini
Via del Cesto, 11C
50063 Figline Valdarno
Firenze
339.1748371
r.longini@alice.it
Sempre lavorato la terra, i Longini. Sempre a Figline Valdarno, da duecento anni a questa parte. Prima mezzadri, poi contoterzisti, infine produttori di quel gioiello di prodotto che è il fagiolo Zolfino.
Il filo rosso che unisce le generazioni è l’amore per la terra. «Si cerca di mettere insieme il mestiere con la sensibilità per la natura», spiega Roberto Longini. «All’inizio, capisci cosa devi fare proprio grazie alla sensibilità. Le piante parlano: esattamente come gli animali. La predisposizione conta, in agricoltura. Nessun dubbio su questo». Un concetto chiaro a tutta la famiglia: alla moglie Meri e ai figli Francesco e Federico.
Roberto ha fatto il contoterzista per trent’anni, prima di acquistare i terreni che possiede oggi. Poi è venuta la stagione della filiera corta. Quindi l’intuizione di dedicarsi al fagiolo Zolfino. Con grande soddisfazione. Da che è diventato un prodotto “di moda”, hanno provato a coltivarlo ovunque. «Dalla Sicilia alle Marche – spiega Longini –. Noi eravamo perfino preoccupati, perché i clienti calavano. Ma non c’è verso: da nessuna parte cresce bene come da noi. Il sapore, qui, è un’altra cosa. Risultato finale? Tutti i clienti che ci avevano abbandonato sono tornati. Tutti».
fagiolo zolfino,
fagiolo coco nano
e cece rosa
Il fagiolo Zolfino è «bello e maledetto», assicura Roberto Longini. Maledetto perché è molto sensibile alla temperatura: ha un ciclo vegetativo molto lungo, che lo espone a più rischi. In questi ultimi anni ci sono state tante, troppe annate anomale, con raccolti bassissimi. Troppo caldo fa male: e allora, si cerca di anticipare la semina, ma così ci si espone al rischio delle gelate. è bello perché è un prodotto unico. Per il sapore, la buccia fine, che lo rende molto digeribile, la resistenza alla cottura, la consistenza densa e cremosa. Un prodotto di gran moda, negli ultimi anni. Il “grazie” più sentito va a Beppe Bigazzi da Terranuova Bracciolini, grande divulgatore delle tradizioni toscane e grande tifoso del fagiolo Zolfino. La storia dello Zolfino risale fino agli Etruschi, nientemeno. La leggenda vuole che Caterina de’ Medici, che ha vissuto a Figline, si sia portata i fagioli Zolfini in Francia per il suo matrimonio. La zona tipica è quella del Valdarno fiorentino. Il fagiolo Coco nano ha un sapore intenso, una buccia finissima, per cui risulta molto digeribile, e una pasta delicata e farinosa. Il cecino Rosa deriva il suo nome dalla colorazione rosacea. Ha una buccia sottilissima, polpa soda e sapore delicato.