13/11/2019

E’arrivata la mela Rotella piccola raccolta

Il frutto è una mela dalle dimensioni medie, peduncolo corto, schiacciata come una “piccola ruota”, con una buccia verde e rossa, che si colora di giallo man mano che procede la maturazione. La polpa è soda e compatta, che non sfarina, candida e succosa, con un gusto acidulo e molto particolare. La raccolta avviene intorno alla metà del mese di ottobre, ma per la completa maturazione del frutto bisogna aspettare fino a due mesi, infatti Il consumo tradizionalmente cominciava nel periodo natalizio, per protrarsi a primavera inoltrata. Una volta raccolta ha la proprietà di conservarsi in cantina a lungo solo nella paglia senza l’ausilio di conservanti, come da tradizionale usanza contadina. Essendo di natura selvatica ha grande resistenza alla “ticchiolatura”, il fungo che normalmente attacca le mele, per cui molto adatta alla coltura biologica. Il suo succo, ottenuto dalla spremitura a freddo di sole mele Rotella, viene centrifugato, lasciato decantare per una notte e quindi pastorizzato ad una temperatura compresa tra 79° e 82° per alcuni minuti, per questo non ha bisogno di conservanti. Il gusto è naturalmente dolce, perché contiene gli zuccheri delle mele spremute per ottenerlo. Un litro di succo corrisponde a più di 1,5 Kg di mele fresche, cioè circa 12 mele Rotelle di media grandezza. Per gustarlo al meglio: freddo con l’aggiunta di alcune gocce di limone; caldo con l’aggiunta di cannella; diluito con vino bianco frizzante.
Il progetto della Rete di Imprese della Mela Rotella della Lunigiana nasce cinque anni fa per volontà di un gruppo di produttori accumunati dall’intento di salvare e coltivare questa varietà autoctona presente da sempre in Lunigiana da Fivizzano a Pontremoli. Si tratta di una varietà antica ed i primi cenni alla sua produzione sono nella descrizione scientifica è a cura del Prof. Breviglieri in occasione del terzo congresso nazionale di frutticoltura svoltosi a Ferrara nel 1949. Dopo la prima guerra mondiale ne venivano commercializzate circa 10.000 quintali annui, esportati per la maggior parte in Austria per essere consumate cotte sulle tipiche stufe di ghisa. Nel secondo dopoguerra iniziò il progressivo declino della produzione dovuto all’esodo dalle campagne della Lunigiana. Solo alla fine degli anni ’80, l’Ente Toscano di Sviluppo Agricolo e Forestale avviò un progetto di recupero della vecchia cultivar, selezionando alcune piante con le caratteristiche originarie, ed è in quegli anni che si gettarono le basi per la realizzazione dei primi frutteti specializzati di Mela Rotella della Lunigiana. Fino ad allora alla coltivazione veniva riservata quell’ampia fascia di terreno marginale compresa tra i castagneti e le zone dedicate alla vite ed all’olivo, dove veniva fatta crescere sui “ronchi”, i prati scoscesi non adatti ad altre colture. https://www.rural.it/associazione-mela-rotella-2/