08/06/2018

Dici ciliegia ed è subito estate!

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Aspetto invitante, colore rosso, sapore intenso e ricca di vitamine: è la ciliegia, la regina del mese di giugno che ci traghetta verso l’estate. Siamo in piena stagione di raccolta e quindi è ora il momento per farne una golosa scorpacciata. Dopo tutto è proprio vero che una tira l’altra! Forse non tutti sanno che le varietà sono davvero tante. Purtroppo diverse specie, che fanno parte dei racconti dei nostri nonni, sono scomparse e molte altre sono a rischio estinzione. Le ciliegie coltivate attualmente derivano da due specie selvatiche simili: una che produce frutti acidi e un’altra che li produce dolci – precisa l’agronomo Mauro Carboni -: sono acide l’amarena, la marasca e la visciola. Le dolci sono le classiche rosse e i duroni. Nel territorio parmense il ciliegio non ha avuto grandissima diffusione perché il terreno non è ideale, soprattutto in pianura, quindi non è mai stato predisposto per una coltivazione intensiva. La zona più vocata è la Bassa padana, vicino al Po, come ad esempio Busseto. Ma è il territorio a vocazione agricola di Villanova d’Arda, in provincia di Piacenza, il posto in cui si è storicamente diffusa. Alla destra e alla sinistra del torrente Arda, in una fascia di circa 200/300 metri, troviamo una vera e propria strada di ciliegi. Tra le varietà più diffuse che sopravvivono si possono citare: la Pavesi, la Smirne, la Flamengo e la Mora. Di pezzatura piccola ma non per questo sono meno buone. C’è anche la “ciliegia gialla”: molto particolare, bella a vedersi, dolce e dalla polpa piuttosto morbida. Non ha avuto mai molta diffusione perché meno conservabile. Il suo colore la rende unica. Un tempo, per conservare più a lungo sia le ciliegie rosse che gialle, veniva impiegato lo zolfo, che le decolorava. Le più utilizzate, anche perché più diffuse, erano la ciliegia Flamengo e la Pavesi. La prima si conservava meglio sotto spirito e la si utilizzava per le mostarde. Le visciole, le marasche e le amarene erano diffuse anche nel nostro territorio parmense, a differenza del ciliegio dolce. Chi viveva in campagna ne possedeva qualche pianta, nell’orto o nel giardino, e non c’era bisogno di trattamenti perché rustiche e “comode”. Un assaggio di ciliegie, testimoni delle due varietà “classica” e “acida”, è arrivato al Rural Market . Si può scegliere tra la Pavesi, cuoriforme dalla polpa soda e succosa, appiattita di colore giallo/rosso e dal sapore dolce e la visciola, di forma appiattita, colore rosso, acida e molto succosa, perfetta per essere messa sotto spirito e per conserve, ideale per farcire crostate. A noi piacciono tantissimo entrambe! E a voi?