30/11/2020

LA PATATA QUARANTINA BIANCA DELL’ALTA MONTAGNA PARMENSE

È la patata di biodiversità dell’Appennino emiliano, dove Federico Rolleri la coltiva con dedizione e ne è il custode. Nei mesi invernali si conserva al fresco e al buio per evitare che germogli perdendo le sue preziose qualità. Favolosa nella torta di patate, ottima per gli gnocchi, al forno, per purè e ripieni.

11/05/2021

SONO ARRIVATE LE FAVE DELLA LIGURIA

La Borragine è una specie rustica che cresce fino a 1000 metri. Le foglie, bollose e carnose, di colore grigio-verde, vengono raccolte prima della fioritura perchè mantengano la tenerezza e il loro delicato sapore. I fiori piccoli di un grazioso colore tra l’azzurro e il viola, a forma di stella e disposti a grappolo, sono molto amati dalle api. In passato i tintori la utilizzavano per tingere le stoffe di turchese o verde acquamarina. Luigi XIV di Francia, il Re Sole, adorava la Borragine tanto da obbligare i giardinieri di Versailles a piantarne enormi distese. E’ una pianta molto utilizzata in cucina in Liguria, conosciuta fin dai tempi dei romani e attestata in stampe di cucina fin dal 1860. Si consuma cotta, semplicemente bollita come contorno, oppure la si utilizza per paste ripiene, risotti, torte d’erbe e frittate.

26/04/2021

È ARRIVATA LA BORRAGINE LIGURE

La Borragine è una specie rustica che cresce fino a 1000 metri. Le foglie, bollose e carnose, di colore grigio-verde, vengono raccolte prima della fioritura perchè mantengano la tenerezza e il loro delicato sapore. I fiori piccoli di un grazioso colore tra l’azzurro e il viola, a forma di stella e disposti a grappolo, sono molto amati dalle api. In passato i tintori la utilizzavano per tingere le stoffe di turchese o verde acquamarina. Luigi XIV di Francia, il Re Sole, adorava la Borragine tanto da obbligare i giardinieri di Versailles a piantarne enormi distese. E’ una pianta molto utilizzata in cucina in Liguria, conosciuta fin dai tempi dei romani e attestata in stampe di cucina fin dal 1860. Si consuma cotta, semplicemente bollita come contorno, oppure la si utilizza per paste ripiene, risotti, torte d’erbe e frittate.

19/04/2021

BASILICO DI PRA’

I contadini a Pra’ coltivano basilico fresco nei terrazzamenti ricavati sul promontorio di Genova. Le piantine vengono raccolte a mano restando in equilibrio su assi di legno per non calpestare il terreno, e piantina dopo piantina vengono raccolte ognuna con la sua radice, non appena raggiungono un’altezza di circa 15 cm, conservando così la caratteristica fondamentale della foglia piccola e tenera. Senza dubbio il suo utilizzo più famoso è nella preparazione del Pesto alla Genovese, dove è indispensabile avere un mortaio di marmo bianco di Carrara e il pestello rigorosamente in legno d’ulivo. Al basilico fresco si aggiungono pinoli, aglio e sale, formaggio Parmigiano Reggiano, una piccola parte di pecorino e, alla fine, olio extravergine d’oliva; diventa così il condimento per eccellenza di trofie, trenette, testaroli, gnocchi di patate.

24/05/2021

CARCIOFO VIOLETTO DI SAN LUCA

Era una delle coltivazioni principali nelle colline a sud di Bologna, apprezzato e conosciuto in tutta la regione, rappresentava un’importante fonte di reddito per le famiglie locali. La sua sopravvivenza si deve ad alcuni agricoltori che hanno custodito questa varietà e si sono impegnati per tutelarlo e valorizzarlo raccogliendone i getti laterali chiamati carducci che, una volta asportati, generano altre piante in tutto e per tutto uguali alla pianta madre, la riproduzione non avviene attraverso il seme. Il ciclo della pianta inizia a settembre e arriva fino a luglio successivo, i preziosi capolini vengono raccolti tra metà maggio e metà giugno. I terreni argillosi delle colline bolognesi conferiscono alla varietà San Luca un sapore fresco ed erbaceo. I capolini principali e secondari che sono la parte più pregiata, hanno dimensioni contenute e un caratteristico colore violetto; si mangiano freschi o lessati e conditi con olio extravergine.

03/05/2021

SONO ARRIVATO GLI AGRETTI

Vengono chiamati agretti per via del sapore asprigno, salino, ed anche “barba di frate” per le lunghe foglie filiformi che ricordano le barbe dei cappuccini. La pianta è di piccole dimensioni, la raccolta viene fatta quando i germogli hanno raggiunto almeno i 20 centimetri. E’ una verdura ricca di vitamine A e B, sali minerali e fibre. Ha pochissime calorie ma una grande capacità depurativa per l’organismo, oltre che proprietà antiossidanti. In cucina viene lessata oppure cotta al vapore. La preparazione più semplice è una leggera scottatura in acqua bollente e successivamente condita con olio e limone. Più diffusamente viene impiegata per preparare frittate.

14/06/2021

E’ ARRIVATA LA CILIEGIA “FERROVIA”

Anche quest’anno, da metà giugno, arrivano le ciliegie dell’Azienda Agricola Contento di Triggianello in provincia di Bari. Si racconta che il primo albero di ciliegie ferrovia nacque nel 1935 da un nòcciolo di ciliegia vicina ad un casello ferroviario delle ferrovie sud-est di Bari. Quest’albero, nato a pochi metri dai binari fu chiamato “Ferrovì” e per alcuni anni fu curato dal casellante dell’epoca. Solo successivamente la ciliegia ferrovia si diffuse su tutto il territorio sud-est barese fino ad arrivare ad essere la principale cultivar tra Turi, Conversano e tutta la Murgia dei Trulli. Versione meno suggestiva ma forse più attendibile collega l’originale appellativo alla pratica utilizzata dagli agricoltori pugliesi di trasportare questi frutti utilizzando la “ferrovia” cioè i treni e non più i carri. Non essendoci camion o altri mezzi, la ciliegia fu quindi trasportata con il treno, che all’epoca era definito in gergo semplicemente ferrovia. Ha la buccia di colore rosso vermiglio, la polpa di colore rosa ed ha un sapore dolce e succoso.

07/06/2021

FAGIOLINO STORTINO DI LUCCA DOLCE E DELICATO

Introdotto in Lucchesia da lungo tempo, probabilmente importato dalle zone litoranee (Massa-Sarzana), si è ampiamente diffuso, per le sue qualità organolettiche e l’ottima produttività, in particolare nella Piana di Lucca e in Versilia in terreni freschi, di medio impasto tendente al sabbioso. Il fagiolo stortino di Lucca è ottimo in tutte le preparazioni ma vede esaltate le sue caratteristiche nella tipica preparazione “in umido”. Si può consumare semplicemente lessato e condito con Olio Extra vergine.

21/06/2021

DAI CAMPI DEL POMODORO RICCIO: BUON INIZIO DI STAGIONE

Gli agricoltori custodi confermano una buona partenza della campagna 2021. Nella foto si notano le piantine di 2 mesi che crescono seguendo la corda di sostegno, come da antico metodo di coltivazione. L’inizio della raccolta è prevista per fine luglio, inizi agosto.

28/06/2021

E’ ARRIVATO IL TARASSACO

Il Tarassaco è un erba selvatica che cresce nei prati. Ha foglie lunghe con margine dentato, da qui il nome di Dente di Leone. Fiorisce dalla primavera fino all’autunno. I suoi fiori gialli, molto resistenti, sono amatissimi dalle api le quali ne succhiano il nettare e polline per produrne miele. Si aprono la mattina e si chiudono la sera. Alla fine della fioritura i semi si raccolgono in una delicata sfera piumosa chiamata soffione, una specie di paracadute che attraverso il vento si disperde assicurando la moltiplicazione della pianta. Il Tarassaco è considerata una pianta depurativa per eccellenza. Conosciuta fin dal medioevo, è tra il 500 e il 600 che se ne riconoscono le proprietà curative diuretiche, antinfiammatorie e disintossicanti. La parte più ricca di virtù terapeutiche è la sua radice a fittone dalla quale, in epoche passate, si otteneva anche un surrogato del caffè. Le foglie più giovani, più tenere e meno amare, si possono consumare anche crude in insalata insieme ai fiori sbocciati. Il Tarassaco si può consumare lessato oppure in frittate, torte salate, zuppe e minestre.