Carla Campanini
Lana di Pecora Cornigliese
43058 Coenzo di Sorbolo
Parma
0521.699179
In principio la passione per i filati e la voglia di recuperare i prodotti della sua terra. Galeotto il desiderio di creare una borsa unica e irripetibile per la figlia. È così che Carla Campanini, dopo una vita da segretaria libera professionista, una decina d’anni fa dà il via alla sua seconda vita dedicata alla valorizzazione della lana di pecora Cornigliese. Non un nuovo lavoro, ma una bella sfida. L’avventura inizia nel 2009. Dietro sollecitazione della Provincia di Parma, interessata a promuovere un progetto per il riutilizzo del pelo tosato delle pecore autoctone, Carla può seguire in prima persona il percorso di trasformazione dalla tosatura alla filatura, fino alla colorazione naturale del prodotto lavorato. «È molto complicato creare filati utilizzabili per essere lavorati e trasformati in manufatti di pregio, ma è assolutamente possibile. Anzi i risultati sono eccellenti. Per passare dal pelo tosato – che va consegnato alla filanda pulito, controllato e certificato – alla matassa, il processo è molto lungo e dispendioso». I primi esperimenti condotti da Carla la portano a matasse di lana cardata che molti giudicano utili solo per fare tappeti, non certo abbigliamento. La determinazione però può portarci lontano. «Non è stato facile, ma dopo tante ricerche, finalmente mi sono imbattuta in una filanda di Biella che è riuscita a creare un filato pettinato di tutto pregio con cui si possono realizzare dai maglioni alle borse alle sciarpe e qualsiasi altra idea venga in mente alle appassionate del lavoro con i ferri e dell’uncinetto».
Lana in gomitoli
con tintura naturale
Impossibile immaginare quanto lavoro sta dietro una bella matassa di lana e quante prove si nascondono dietro certi colori naturali che con la chimica non hanno nulla a che vedere. Carla Campanini fa proprio questo. Prima segue il complesso processo di creazione della matassa, poi crea nuove tonalità per quei fili lunghi e ruvidi color della panna con qualche macchiolina scura, il colore tipico della pecora Cornigliese. Carla utilizza i prodotti della sua terra per realizzare sfumature uniche e irripetibili, nel rispetto delle tonalità tipiche della terra parmense. Le prime prove sono state con i fiori giallo vivo e le foglie della ginestra (molto diffuse in pianura e in collina), poi è passata al vino (perfetto il Lambrusco), quindi a mille altre varianti di fiori e vegetazione autoctona. Non poteva ovviamente mancare il pomodoro Riccio di Parma, adatto a tingere di un rosso intenso i fili bianchicci del vello della Cornigliese. L’immersione della lana nella magica mistura fatta di “spremitura vegetale” macerata in acqua dentro grandi catini – più altri segreti alchemici che solo Carla conosce – permette alle matasse di assumere sfumature mai viste e irriproducibili. Un cocktail di fatica e passione davvero ammirevole, per il piacere degli occhi e della fantasia.