Associazione per la valorizzazione
della prugna zucchella
Associazione per la valorizzazione
della prugna Zucchella
Via Salvemini, 16
42041 Lentigione di Brescello
Reggio Emilia
338.8204518
labo.artoni@libero.it
Andrea Artoni è nato e cresciuto tra le prugne Zucchelle. «La mia famiglia le coltiva da generazioni: da non meno di 100 anni, – dice. – Uno dei miei primi ricordi di bambino è proprio di quando mi svegliavo nei pomeriggi d’estate tra i filari di frutta». Oggi, Artoni è vicepresidente dell’Associazione per la valorizzazione della prugna Zucchella di Lentigione. «Con tutti i produttori che hanno aderito abbiamo messo a punto una sorta di disciplinare – spiega –. La ricetta più semplice possibile, quella che usavano le nostre nonne, le nostre zie: solo frutta e un po’ di zucchero aggiunto. Circa 1 hg di zucchero per ogni kg di prugne denocciolate, con piccole variazioni ogni anno, a seconda del grado zuccherino delle prugne». È stato individuato un laboratorio a conduzione familiare a Carpineti e tutti gli associati, utilizzando lo stesso logo, producono lì la confettura. Richiama la corte di San Giorgio con il campanile romanico, tipico di Lentigione. «È la corte – ricorda orgoglioso Artoni – dove sono state girate alcune scene del primo film di Peppone e Don Camillo. Ci fa piacere, perché in fondo il nostro obiettivo è valorizzare la prugna che nasce in queste zone rese famose dai personaggi di Giovannino Guareschi».

Confettura di
prugna zucchella


La caratteristica principale, come dice il nome, è che è una prugna molto succosa: Zucchella da “sughella”, sugosa. È una prugna piccola e soda, di forma allungata, con buccia viola-rossastra ricoperta da un velo biancastro protettivo e polpa giallo-ambrato. Si raccoglie tra luglio e agosto e si può consumare fresca o trasformata in confettura. Una volta veniva utilizzata anche per la produzione della grappa. La zona tipica di produzione coincide occhio e croce con il territorio del Ducato di Maria Luigia, Parma, Piacenza e Guastalla: quella di Lentigione è la zona più vocata, forse anche grazie al cambiamento del corso dell’Enza nel corso dei secoli, che ha lasciato nei terreni molto ferro ed elementi che “regalano” ai suoi frutti una particolare dolcezza. La confettura di prugna Zucchella è molto versatile in cucina. Il “classico” è rappresentato dalle crostate (a Lentigione si dice che sia la “regina” delle marmellate per le crostate), ma si abbina molto bene anche a formaggi a pasta dura stagionati, o allo yogurt magro; viene utilizzata per la preparazione di tortelli dolci, o per piatti in agrodolce: un classico è l’abbinamento con la carne di maiale.