Associazione Agricoltori Custodi
Antico Pomodoro Riccio di Parma
Centrale della Frutta
Str. Pedemontana per Bannone, 128
43029 Traversetolo
Parma
0521.844315
www.pomodororicciodiparma.it
info@pomodororicciodiparma.it
Nata nel 2017, per amore della tradizione e delle sfide, sta già facendo proseliti. L’Associazione Agricoltori del Pomodoro Riccio di Parma cresce. L’obiettivo principale che il gruppo di agricoltori fondatori si pone sta tutto nella volontà di recuperare, valorizzare e difendere un’antica varietà di pomodoro tipico del nostro territorio a rischio di estinzione. Con ogni probabilità presente sulle tavole del Parmense da secoli, è dall’Ottocento che, grazie all’interessamento del professor Carlo Rognoni, la varietà acquisisce una piena dignità e ne viene spinta la produzione. Il noto agronomo parmigiano fu il primo a sperimentare e introdurre nella rotazione agraria la coltura del pomodoro (per secoli utilizzato esclusivamente come pianta ornamentale). Nella seconda metà dell’Ottocento, appassionato agricoltore quale era, iniziò la coltura nel campo del Riccio di Parma a “la Mamiana”, il suo podere di Panocchia. In seguito ne intuì le potenzialità soprattutto sotto forma di conserva (le prime prodotte erano in forma di panetti). Grazie alla sua determinazione furono in tanti a seguirlo e la produzione del Riccio di Parma divenne parte integrante dell’economia contadina della zona e della cultura agricola. La sua coltivazione inizia ad andare in crisi dopo la guerra, con l’avvento dell’industria che ha bisogno di varietà più produttive. L’associazione, seguendo le tracce del prof. Rognoni, sta effettuando studi e selezioni di semi in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, sta riportando in auge la coltivazione della varietà autoctona.
Polpa e pomodoro
riccio di Parma
Rosso, costoluto, saporito e più grosso rispetto alla maggior parte dei pomodori che si trovano in commercio. Nulla a che vedere con le sementi super selezionate e immesse sul mercato dalle multinazionali dell’agroalimentare. Il Riccio di Parma è molto dolce, con una punta leggermente acidula che gli conferisce il vero sapore di pomodoro. La pelle è sottile e va raccolto manualmente: ecco uno dei motivi per cui è andato in disuso (non è adatto ad essere raccolto meccanicamente). Le piantine a sviluppo indeterminato di Riccio di Parma possono raggiungere anche i due metri e mezzo di altezza. Le zone di coltivazione originarie seguono la Pedemontana da Traversetolo fino a Felino. Anche il Riccio ha bisogno di calore e solitamente viene colto da fine luglio ai primi di settembre a seconda della stagione. Ottimo per essere consumato in insalata da solo o con altre verdure. Stupendo sotto forma di passata, utilizzabile in cucina in mille modi: dai sughi per pasta, carne e pesce alla pizza fino ai condimenti per risotti. Vista la produzione ancora limitata si può acquistare, al momento, solo nei negozi Rural di Parma, Radda in Chianti e al Rural Festival di Rivalta.