Andrea Rossi
Uva San Giovese
Azienda Agricola Casanova di Bricciano
Località Casa di Bricciano, 42
53013 Gaiole in Chianti
Siena
392.6439558
www.casanovadibricciano.com
info@casanovadibricciano.com
Andrea Rossi è nato e cresciuto tra le viti, ha respirato il profumo della cantina da quando ha cominciato a camminare. E poi, s’intende, quando è diventaton grande, il profumo del vino: che qui, a Gaiole, nel cuore del Chianti classico, è rigorosamente rosso. Nella sua cantina, rigorosamente Sangiovese.
Una passione ereditata e coltivata negli anni. Con vari, autorevolissimi “maestri”. A partire dal padre Marco, da trent’anni nel mondo del vino, enologo della celebre cantina Castello d’Albola.
L’azienda Casanova di Bricciano è al tempo stesso vecchia e nuova: negli anni Cinquanta i fratelli Pietro e Gino Rossi (il nonno di Andrea e suo fratello) acquistano una tenuta sopra a Gaiole in Chianti. Investono soldi, passione, impegno per impiantare vigneti e uliveti e acquistare le prime attrezzature. Il reddito deriva dalla vendita delle uve. Qualche decennio più tardi, Andrea Rossi si diploma perito agrario (con specializzazione in viticoltura e enologia) e decide di dare un volto nuovo all’azienda di famiglia. Viene realizzata una nuova cantina (per poter vinificare e “chiudere” il ciclo produttivo, dalla vigna alla bottiglia), vengono ampliati i vigneti (dai quattro ettari e mezzo sono cresciuti fino agli attuali otto) e in gran parte rinnovati. Cambia il nome (“Azienda Agricola Casanova di Bricciano di Rossi Andrea”). Il filo conduttore con il passato è la passione. E anche la scelta di andare avanti come azienda famigliare. Danno una mano i fratelli Fabio e Filippo. E anche il padre, quando rientra a casa dal lavoro. «I suoi consigli sono, ovviamente, preziosissimi – dice Andrea – soprattutto per la parte tecnica, in cantina».
San Giovese in fiasco
Un vitigno, una passione. Il Sangiovese. Tutti i vini dell’azienda Casanova di Bricciano (fa eccezione, ovviamente, il passito) sono Sangiovese in purezza. Per un motivo semplice: «È il vitigno che più rappresenta la Toscana e la zona del Chianti in particolare», spiega Andrea Rossi. Un tributo alla tradizione. E il desiderio di non inseguire le mode. Ma anche una scelta suggerita dal gusto: «Il Sangiovese – spiega ancora Andrea Rossi – dà un vino un po’ più scarico di colore e meno corposo, rispetto a certi vitigni internazionali. Ma ha dei profumi che sono unici. Straordinari, per me». «Il vino è una magia», si legge sul sito internet della cantina. «È un composto che racchiude in sé la passione di chi lo produce, e ha una magia speciale al suo interno... capace di rallegrare l’animo ed allontanare i pensieri». Non certo casualmente, la pagina del vino si apre con due citazioni fedeli al concetto di passione profuso dalla cura delle vigne fino all’imbottigliamento: di Pindaro («Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo») e di Galileo («Il vino è un composto di umore e luce»). Altro tributo alla tradizione e simbolo dell’attaccamento alle proprie radici è la scelta di imbottigliare il Sangiovese nei fiaschi. «È anche un omaggio a mio nonno – spiega Andrea Rossi –. A lui la bottiglia classica non piaceva, voleva sempre il fiasco sulla tavola. Una scelta vincente anche sul mercato: ai turisti, soprattutto stranieri, il fiasco piace moltissimo».