L’UVA TERMARINA ROSSA DEI BARBOJ È ARRIVATA

A Rivalta di Lesignano de’ Bagni tra calanchi e Barboj (vulcanelli di fango e acqua salata) è stata recuperata un’antica varietà, presente nel parmense già nel Settecento. L’uva Termarina ha acini piccoli e senza semi. Dolcissima, è ideale per il consumo fresco oppure per la preparazione di succhi e confetture.

DI STAGIONE: PESCA ROSSA E UVA TERMARINA

Centrale della Frutta propone frutta e verdura fresca e lavorata da materie prime selezionate e di altissima qualità. Di stagione troviamo la dolce uva Termarina nera. Grazie ad alcuni agricoltori custodi come Angelo Casalini, questo vitigno è riuscito a giungere fino a noi. E’ presente nel parmense da tempi antichi: un’ uva eccezionale (sia bianca che nera) che ha la caratteristica di essere completamente apirena e soprattutto dolcissima, ciò la rende adatta come uva da tavola e anche per la produzione di marmellate. Oggi, merito anche delle istituzioni, è stato iscritto nel “Registro Nazionale delle Varietà di Vite” rendendo possibile la sua coltivazione e vinificazione. Sempre di stagione troviamo l’irresistibile pesca Rossa. Caratteristica è la sua polpa dal colore rosso vivo. La buccia è di colore rosso scuro e vellutata. Il frutto al palato risulta molto dolce, con polpa carnosa e succosa adatta per confetture. Sono deliziose condite con zucchero e succo di limone, irresistibili se farcite con amaretti, mandorle e cioccolato e cotte in forno. La pesca Rossa (produzione limitatissima) e l’uva Termarina sono disponibili questa settimana al Rural Market. MONICA AZZONICENTRALE DELLA FRUTTA

Quanto è dolce l’uva Termarina bianca!

L’uva Termarina bianca è un antico vitigno presente nel parmense già nel Settecento e Ottocento del secolo scorso insieme all’altra varietà rossa. Ha acini piccolissimi e dolcissimi e, a differenza della Termarina rossa, non presenta acini grossi contenenti vinaccioli. La sua dolcezza la rende adatta come uva da tavola e anche per la produzione di marmellate. Grazie ad Angelo Casalini, agricoltore custode di Basilicagoiano, questo vitigno è riuscito a giungere fino a noi. In un pergolato della sua azienda ne esisteva infatti un esemplare quasi centenario. E oggi, merito anche delle istituzioni, è stato iscritto nel “Registro Nazionale delle Varietà di Vite” rendendo possibile la sua coltivazione e vinificazione. Questa varietà è presente nella vigna-catalogo dell’area protetta di biodiversità Rural a Rivalta, insieme a tante altre specie di vitigni tipici del territorio. In particolare, osservando le fotografie scattate lungo il filare di Termarina bianca, si può notare che l’estate calda di quest’anno ha anticipato la maturazione, portando i grappoli a essere pronti per la raccolta almeno dieci giorni rispetto al solito.