19/07/2018

Il mese della Zucchella

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C’è un’antica varietà di susina, tipica delle terre emiliane, che matura attorno alla metà di luglio: è la Zucchella. Piccola e soda, di forma allungata e dalla polpa giallo-ambrato, con la buccia viola-rossastra, si conserva a lungo se mantenuta in frigorifero. Quando è ben matura è particolarmente succosa, il suo nome deriva infatti da questa sua caratteristica: “sughella”, sugosa. “Alcuni testi – precisa l’agronomo Mauro Carboni – dicono sia originaria dell’Est Europa e che sia arrivata qui da noi nei primi decenni dell’Ottocento durante il ducato di Maria Luigia d’Austria. In realtà è probabile che la sua coltivazione fosse antecedente poiché già citata in un testo del Settecento e raffigurata in diversi affreschi del Quattrocento”. È una susina molto conosciuta, non tanto per il suo consumo fresco, quanto per la sua trasformazione in marmellata. Il sapore un po’ aspro si abbina benissimo alla pasta frolla per produrre il dolce casalingo d’eccellenza in Emilia: la crostata. Il profumo che avvolge la casa, la fragranza della pasta che si scioglie in bocca abbinata al gusto inconfondibile della Zucchella, sono ricordi d’infanzia che rimangono nel cuore di chi ama le cose semplici e le tradizioni. Così come i pentoloni che per ore troneggiano sui fornelli o i calderoni fumanti nelle giornate estive. Lo sa bene Andrea Artoni, custode di questa varietà e vice presidente dell’associazione per la valorizzazione della prugna Zucchella di Lentigione (RE), che per produrre le sue marmellate utilizza la ricetta più semplice possibile: solo frutta e un poco di zucchero (ma non mancano vasetti con marmellata di sola frutta). Consumata al naturale o trasformata in marmellata, è una vera bontà!