11/08/2017

PARCO RURAL BIODIVERSITA’ AGRICOLA RIVALTA LESIGNANO DE’ BAGNI PARMA

ESPERIENZE DAL VIVO

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Il parco ha la funzione di salvare la biodiversità agricola dal rischio di estinzione di razze animali e varietà vegetali.
Info e prenotazioni
0521.237485-342.9128266 – info@rural.it
www.rural.it

Il Parco Rural di Biodiversità Agricola a Lesignano de’ Bagni Parma è un’occasione unica per vivere appieno l’esperienza “Rural” dal vivo, incontrando e imparando a conoscere da vicino: la biodiversità, i protagonisti e i luoghi di un universo tutto da scoprire. Nasce per tutelare piante e animali un tempo presenti sul nostro territorio. All’interno del Parco continua ad estendersi lo spazio dell’area protetta, dedicato al verde con esemplari di: carpino bianco, ontano nero, orniello e carpino nero, acero campestre, acero riccio, frassino. Ancora: pioppo nero, gelso nero e salice bianco. Accanto a essi, non mancano il cotogno, l’olivello spinoso (già diffuso nella cucina russa e in quella delle Fiandre, è oggi assai utilizzato nell’alta cucina d’autore italica), il prugnolo selvatico (quello dai cui frutti si ricava l’amatissimo liquore “bargnolino”), il ligustro comune, il corniolo, il sambuco, la fusaggine (berretta del prete) e fanno capolino pure la rosa canina, il viburno, il nocciolo, il noce, il cerro, il mandorlo, l’olmo e il sorbo le cui bacche raccolte in ottobre regalano il rinomato liquore “sorbolino”. Inoltre a Rivalta sono tornati gli olivi. Sono i figli del maestoso albero secolare, pare sia stato piantato addirittura nel 1200, che si trova sulle colline di Monchio di Mulazzano. Le olive prodotte rimandano per somiglianza a quelle afferenti alla cultivar Taggiasca. L’area protetta non finisce qui. Hanno trovato casa a Rivalta, anche oltre 31 specie differenti e ormai rare di vigne del territorio, recuperate col prezioso contributo di agricoltori e anziani della zona. Insieme, costituiscono una sorta di vigna-catalogo, in cui si riconoscono vitigni particolari come quelli di uva Termarina Rossa e Termarina Bianca, dai caratteristici grappoli ricchi di piccoli acini sferici e apireni (del tutto privi di “semini”): tra i più antichi vitigni recensiti nelle terre di Parma e Reggio Emilia. Accanto a vitigni più noti come Lambrusco, Fortana, Moscato, Trebbiano, figurano quelli di Malvasia Odorosissima, Santa Maria, Melara, Verdea, Tonda di San Secondo, Bergano Bianco, Bianchetta, Metica e ancora, Lugliatica, Bianca Rosa, Basmen, Crova, Crovetto, Falsa Crova, Termarona, Varan, Galuson, Monfra’, Artemino, Monterosso, Nigrera e Bergano Rosso. L’area protetta ospita anche diversi filari di pomodoro, tra cui il rinomato Riccio di Parma, cui fanno buona compagnia il Giallo Parma, il Ladino di Panocchia e il Violetta, tutti coltivati con il metodo “alla genovese”, un sistema molto antico di coltivazione che utilizza filo di ferro e pali di sostegno per le piantine. Un’altra curiosità è data dalla presenza della canapa sativa: una vera e propria pianta delle meraviglie di cui non si butta via nulla e che in altre zone d’Italia, come a Canepina (in provincia di Viterbo), oggi rivive una seconda giovinezza grazie alla volontà di alcuni giovani di rispolverare la tradizione. Coltura fondamentale nei tempi passati, è resistente, ecologica ed eterna: nella Pianura Padana veniva coltivata per la fibra tessile già in epoca romana e fino agli anni Cinquanta del Novecento, per poi essere gradualmente abbandonata perché meno conveniente rispetto ad altre fibre. Per dar modo a tutti di vivere un’esperienza immersi nel mondo Rural, sono state organizzate delle visite guidate di uno o più giorni. La visita in giornata prevede un’escursione al parco dei Barboj, all’allevamento di maiale nero e alla “stalla della salvezza”, al canapaio e al museo dei trattori (collezione unica di Lamborghini e Landini) e la tappa ad ammirare l’ulivo più antico del parmense a Monchio di Mulazzano. La seconda proposta è più articolata e coinvolgente. Quattro giorni di avventura all’aria aperta da Rivalta a Radda e Gaiole in Chianti (o viceversa) per scoprire luoghi inediti, paesaggi antichi e intonsi, a contatto con la natura e gli animali allo stato brado. Tra una tappa e l’altra si visitano aziende agricole, campi coltivati a prodotti rari, vigneti antichi, allevamenti di razze in estinzione e soprattutto si incontrano gli uomini e le donne che sono l’anima reale del meraviglioso mondo Rural. Info e prenotazioni 0521.237485-342.9128266