03/08/2016

ETTORE RIO

PECORA CORNIGLIESE

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Allevatore custode della pecora Cornigliese, un’antica razza dell’alto Appennino Emiliano impiegata per la produzione di lana e carne.
380.5113041

<<Quando scendo dai pascoli, spostandomi da un luogo all’altro attorno a me si raccolgono bambini che si fermano, vogliono capire come faccio a fare questo mestiere, vogliono conoscere il mio mondo>>. Il mestiere di Ettore Rio è uno dei più antichi del mondo: il pastore. Ma Rio non è un pastore comune: è un appassionato, tenace, visionario “allevatore custode” della pecora Cornigliese, antica razza originaria dell’Alto Appennino Emiliano, attualmente diffusa anche in altre province della regione, seppure in modo più limitato. Oggi in provincia di Parma si contano circa settecento capi di questa pecora che ha triplice attitudine (da latte, per pecorini e caci misti, da lana, un tempo per i materassi, e da carne), che abita i pendii delle montagne più alte del Parmense e che viene allevata da chi, ancora oggi, nutre una grande passione per il proprio duro mestiere. <<Possiedo – spiega Rio – un gregge transumante di duecentotrenta esemplari; in estate mi sposto nelle zone più alte della provincia (come Monchio, Schia e Lagrimone) per poi scendere, quando fa freddo, in pascoli più accessibili e riparati come a Barbiano, dove ho un ricovero, in stalla>>. A Monchio ci sono tre allevatori, ma è Ettore Rio l’unico ad avere un grande gregge. Un grande gregge di pecore di grande pezzatura che sono senza corna, hanno orecchie lunghe, larghe e pendenti e diverse macchie nere sulla testa e sugli arti. La razza è longeva e prolifica grazie a frequenti parti gemellari. La carne è saporita ma delicatamente aromatica, con gentili note erbacee e di bosco: è adatta sia per ricette della tradizione sia per piatti creativi (squisita e fine anche cruda, in tartara). Inoltre è una carne di alta qualità (ottima fonte proteica) e sicura: le pecore si cibano solo di erba.