28/04/2015

PARCO NAZIONALE
APPENNINO TOSCO-EMILIANO

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L’Appennino, che si innalza tra il mare di Toscana e le pianure dell’Emilia, è un territorio di straordinaria ricchezza di biodiversità. Dal giugno 2015 è Riserva di Biosfera Unesco.
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L’Appennino che si innalza tra il mare di Toscana e la pianura dell’Emilia, respira le arie dell’Europa e quelle del Mediterraneo. Il Crinale corre sul filo dei 2000 metri. È un sentiero, sospeso tra due mondi che nelle 4 stagioni cambiano, ribaltano e rigenerano i colori, le emozioni, i profumi e le prospettive. Si concentrano qui lupi e aquile, cervi e cinghiali, tantissimi fiori e fioriture davvero spettacolari nella primavera. Oggi sempre di più sono i turisti e gli escursionisti,con gli scarponi, con i bastoni, con le ciaspole con gli sci e con le biciclette. Ognuno può scegliere il modo di esplorare questo mondo, da sempre abitato e vissuto a stretto contatto con la natura e le stagioni che dettano ogni giorno un’agenda diversa. I nuovi turismi e i nuovi turisti possono sperimentare attività ed emozioni, accrescere conoscenza e fare scoperte, sfruttando una moderna rete di ospitalità dai bivacchi e rifugi del crinale, agli agriturismi, alberghi diffusi, B&B e ostelli. Più in basso ci sono centri vivaci di servizi commerciali e piccoli borghi rurali, collocati nelle valli, sotto i ripidi versanti di Lunigiana e Garfagnana, forti di una storia profondamente italiana ed europea ricca e travagliata, che ha lasciato ovunque pievi e castelli, anche di grande pregio architettonico, costruiti e ricostruiti come una rete di civilizzazione e presidio soprattutto dalle dinastie nobiliari e signorili del medioevo. C’è in un breve spazio quasi il 70% della biodiversità Italiana, favorita dalla contiguità della zona climatica europea con quella mediterranea. L’inverno è carico di nevi, ma solo sulla parte più alta del versante nord. L’autunno è ovunque il tempo dei funghi, dei mirtilli, dei tartufi e delle castagne con i colori accesi che lo accompagnano. Sono ben 64 i prodotti classificati come DOP IGP e tradizionali. Sono prodotti diversi come diversi sono i paesaggio che li ospitano, i sapori e le tradizioni di cucina. L’olio da un lato e il burro dall’altro sono il condimento dei cibi, ma anche gli indicatori di una diversità culturale che affonda le sue radici nei secoli.Sul versante nord, appoggiati sul paesaggio collinare, molto ondulato e verde troviamo le terre del parmigiano reggiano e del Prosciutto di Parma. Il clima e le differenti vocazioni agricole scolpiscono i paesaggi, ampie foraggere inframmezzate a boschi oppure piccoli appezzamenti con coltivazioni di ulivo o farro e castagno, miele e una grande quantità di piccole produzioni agroalimentari e artigianali di qualità. La contemporaneità è una sfida per le comunità rimaste. I giovani sono affezionati al territorio e al tempo stesso attratti dal mondo. L’educazione e la formazione il senso di appartenenza all’Appennino l’apertura al mondo, l’attenzione per la terra e le conoscenze di saperi tradizionali, la curiosità delle nuove tecnologie e la creatività sociale, il senso di comunità e di collaborazione sono i riferimenti di valore e di principio per salvare il patrimonio della storia e per il futuro da costruire.